Oltre alla novità sull’intelligenza artificiale, il 2026 ha portato diversi ampliamenti del catalogo dei reati presupposto del D.Lgs. 231/2001. Interventi meno discussi, ma già in vigore, che possono incidere in modo rilevante sull’operatività di molte imprese.
Violazione delle misure restrittive dell’Unione europea
Dal 24 gennaio 2026 è in vigore il D.Lgs. 211/2025, che ha introdotto il nuovo art. 25-octies.2 del D.Lgs. 231/2001. Tra i reati presupposto rientrano ora la violazione delle misure restrittive dell’Unione (ad esempio congelamento di beni e divieti di import ed export – art. 275-bis c.p.), la violazione degli obblighi informativi (art. 275-ter c.p.) e delle condizioni delle autorizzazioni (art. 275-quater c.p.). Per l’ente sono previste sanzioni pecuniarie commisurate anche al fatturato.
Il tema non riguarda solo chi esporta: l’esposizione può derivare indirettamente da clienti, fornitori e intermediari collegati a soggetti destinatari di misure restrittive.
Reati ambientali
Il D.Lgs. 21 aprile 2026, n. 81, in vigore dal 2 giugno 2026 in attuazione della direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, ha modificato l’art. 25-undecies. Entrano nel catalogo il commercio di prodotti inquinanti (nuovo art. 452-bis.1 c.p.) e gli illeciti relativi alle sostanze che riducono lo strato di ozono e ai gas fluorurati a effetto serra; sono state inoltre inasprite le sanzioni e introdotte nuove aggravanti.
Frodi agroalimentari e tutela della persona
La Legge 21 aprile 2026, n. 75 ha riformato i reati a tutela del patrimonio agroalimentare, introducendo nuove figure di frode alimentare e di commercio di alimenti con segni mendaci, rilevanti nell’ambito dei delitti contro l’industria e il commercio (art. 25-bis.1). Il D.Lgs. 115/2026 ha poi inserito tra i delitti contro la personalità individuale (art. 25-quinquies) l’approfittamento delle vittime di riduzione in schiavitù o di tratta (art. 601.1 c.p.).
Come aggiornare il modello
Non tutte le novità riguardano ogni impresa: il primo passo è verificare quali fattispecie siano realmente pertinenti all’attività svolta. Dove lo sono, servono presidi concreti, ad esempio:
- verifiche su identità e assetti proprietari di clienti, fornitori e intermediari rispetto alle liste delle misure restrittive UE;
- controlli su materie prime, prodotti e autorizzazioni lungo la filiera;
- procedure di tracciabilità ed etichettatura per chi opera nel settore alimentare;
- aggiornamento del risk assessment, delle parti speciali e della formazione, con informativa all’OdV.
Limitarsi ad aggiungere le nuove norme all’elenco allegato alla parte generale non è sufficiente. Contattaci per valutare quali novità incidono sulla tua azienda.

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