Dal primo gennaio 2015 è in vigore la disposizione che punisce la condotta di riciclaggio posta in essere dallo stesso soggetto che ha commesso o contribuito a commettere il reato dal quale derivano i provenienti illeciti. É stato quindi quindi inserito l’articolo 648-ter1 nel codice penale, che prevede l’applicazione in diversi campi anche in relazione a reati che non risultano inseriti nell’elenco tassativo del d.lgs 231 / 01
Risulta indispensabile l’adozione da parte degli Enti di idonei Modelli Organizzativi che possano prevenire la violazione del D.Lgs 231/01. È quindi necessario effettuare un’analisi dei rischi e delle conseguenze a cui si può incorrere con la commissione di un reato. È necessario quindi partire da un’attività di risk management, individuado in concreto le molteplici fonti da cui si può ottenere denaro illecito e minimizzarne il rischio, partendo dall’identificazione delle aree più esposte alla commissione del reato fino all’adeguamento dei protocolli e di tutti i documenti del modello. 
I Modelli di Organizzazione e Gestione dovranno individuare soluzioni volte ad impedire, salvo elusione, impiego illecito di denaro anche derivante da reati commessi prima della data di introduzione del reato di autoriciclaggio (1 Gennaio 2015) ma i cui profitti siano riciclati successivamente.

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