Cassazione Penale sentenza n. 2234 del 20 gennaio 2022

Deve essere esclusa la responsabilità dell’ente in riferimento ai reati ambientali se la fattispecie contestata non è tassativamente indicata tra i reati presupposto del D.lgs. n. 231/2001.


Il principio di tassatività impedisce la possibilità  di estendere la responsabilità delle persone fisiche all’ente laddove il reato contestato non è incluso nel catalogo dei reati

Il caso trattato risultava relativo ad un fatto d’inquinamento del suolo e sottosuolo causato da reiterate perdite di idrocarburi provenienti da una raffineria industriale.

Venivano sottoposti a giudizio le persone fisiche ritenute responsabile del fatto per le violazioni di:

• inquinamento e omessa bonifica ex artt. 110 c.p. e 257 c.1 e 2 del D.lgs. n. 152/2006

• gestione non autorizzata di rifiuti ex artt. 110 c.p. e 256 c.1 lett. b) e c.2 del D.lgs. n. 152/2006in quanto smaltivano e abbandonavano, mediante immissione del suolo e sottosuolo, ingenti quantitativi di rifiuti liquidi pericolosi costituiti da benzina.

All’Ente veniva contestato l’illecito di cui all’art. 25 undecies c.2 lett. b) n.2 e lett. c) n.2 del D.lgs. n. 231/2001in relazione ai fatti contestati alle persone fisiche in materia di smaltimento e abbandono di rifiuti pericolosi.

Al fine di esaminare la tematica in oggetto occorre soffermarsi sulla responsabilità ascritta alla raffineria.

La società  veniva condannata per la condotta di smaltimento e abbandono di ingenti quantitativi di rifiuti liquidi pericolosi nel suolo e sottosuolo, posta in essere dai soggetti apicali ossia per il reato presupposto di cui all’art. 25 undecies D.lgs. 231/2001 in relazione al reato di cui all’art. 256 c.1 lett. b) del D.lgs. 152/2006 che era stato contestato agli organi apicali.

Il reato di cui all’art. 256 del D.lgs. 152/2006, a sua volta, risultava richiamato dall’art. 6 del D.L. 06.11.2008 n. 172 convertito nella Legge n. 210 del 30.12.2008 cheprevede una responsabilità penale esclusivamente per le persone fisiche che si rendono responsabili delle condotte di smaltimento e abbandono di rifiuti, senza prevedere alcunché circa la responsabilità amministrativa degli enti.

Ne consegue che la contestazione all’ente di una previsione legislativa non inserita nel catalogo  costituisce una violazione del principio di tassatività alla quale consegue  l’insussistenza di una responsabilità per l’ente non potendosi fare uso del principio analogico laddove sia sfavorevole.

Laddove la fattispecie contestata agli organi apicali (quindi il reato presupposto)  non sia tra le ipotesi del D.lgs. 231/2001 all’ente non potrà essere contestata e ritenuta alcuna responsabilità.

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